La federazione inizia dagli individui

La federazione inizia dagli individui, dalle persone che, rinunciando alla  parte minore della loro sovranità (capiremo cosa significhi  questo in un prossimo articolo) costituiscono lo Stato nei modi e nelle forme che essi stessi decidono.

Nella federazione le persone responsabili partecipano in prima persona alla vita della loro comunità che costituisce la cellula fondamentale dello stato, seconda solo alla famiglia: tale cellula è costituita dal comune dove un individuo trascorre la stragrande maggioranza del suo tempo di vita sociale e politica. Nel comune si pongono le basi dell’autogoverno.

In una pagina del “Sistema delle contraddizioni economiche” Proudhon scrive….il comune ha diritto di governarsi da sé, di amministrarsi, di imporsi tasse, di disporre delle sue proprietà, dei suoi proventi, di creare scuole per la sua gioventù,di nominarvi gli insegnanti, di istituire la sua polizia, di avere la sua gendarmeria e la sua guardia civica, di nominare i suoi giudici, di avere i suoi giornali, lesue riunioni, le sue particolari associazioni, i suoi magazzini, il suo mercuriale, e la sua banca ecc. Il comune prende delibere, emana ordinanze, che cosa impedisce che esso arrivi a darsi leggi? Non c’è via di mezzo: il comune sarà sovrano o sarà una succursale, o tutto o nulla.

Utopia? No di certo in quanto in questo modo non parleremo più di uno stato inteso come astratta volontà generale, ma bensì di uno stato generato dall’autogoverno delle persone che deliberano le leggi sui fatti che le riguardano.

Il processo del federalismo nasce quindi dal basso, da comunità limitate basate sull’autogoverno dei cittadini che si uniscono mediante un contratto politico di federazione; e questo contratto politico di federazione potrà dare origine ad una nazione federata che sfruttando tali principi potrà garantire democrazia, libertà, sicurezza interna.

grazie a LT+1 per aver inviato l’articolo a info@confederazioneitaliana.eu

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