VITALIZI SANGUISUGHE? – ABOLIAMOLI CON UN COLPO DI SPUGNA!

vitalizi sono uno dei più grandi scandali della Repubblica. Si tratta di privilegi che gravano pesantemente sulle finanze pubbliche, sulle spalle di noi cittadini. POSSONO ESSERE ABOLITI CON UN COLPO DI SPUGNA; fanno parte del sistema dello stato Italiano, NEL MOMENTO CHE SI FONDA UNA CONFEDERAZIONE, QUESTI PRIVILEGI VENGONO ABOLITI.

Per cancellare questo scandalo non servono leggi complesse, bastEREBBE un semplice cambiamento ai regolamenti varati dagli Uffici di Presidenza di Camera e Senato. MA NESSUN POLITICO VUOLE E PUO’ PORTARE AVANTI QUESTA LEGITTIMA BATTAGLIA, SERVI ORMAI DELLO STESSO SISTEMA DI CUI FANNO PARTE, NON RAPPRESENTANO I CITTADINI, SOLO SE STESSI E IL POTERE CHE LI ACCOMUNA.

 

I VITALIZI SONO UNA VOCE IMPORTANTE PER AUMENTARE QUEL FALSO DEBITO PUBBLICO INTROMESSO DALLE BANCHE PER ALIMENTARE IL SISTEMA DI SCHIAVITU’ ECONOMICA ORMAI IN USO IN MOLTI PAESI EUROPEI CHE HANNO PERSO LA LORO SOVRANITA’.

 

Quello dei vitalizi è uno dei più grandi scandali della Repubblica. Per gli sfacciati privilegi che i parlamentari si sono dati, per lo spreco di risorse che hanno comportato e comporteranno, per il peso che continueranno ad avere sui bilanci di Camera e Senato, dunque sulle finanze pubbliche. C’è un esercito di oltre duemila ex deputati e senatori che gode di questi ingiustificati trattamenti. In base ai quali persino chi non ha mai messo piede in Parlamento o ha partecipato a pochissime sedute delle Camere riscuote assegni di circa 2.000 euro netti mensili. Magari sommandoli ad altri vitalizi delle Regioni o del Parlamento europeo, oppure a trattamenti pensionistici maturati per le attività lavorative svolte. Per non parlare dei parlamentari eletti per più legislature, che arrivano ad incassare fino a 7 mila euro netti mensili. Cifre che i comuni cittadini neanche si sognano.

Per esempio gli eletti per la prima volta nel 2013, considerando il fatto che la legislatura è durata 4 anni 6 mesi e un giorno, con 5 anni di contributi versati, il 15 settembre 2017 hanno maturato a 65 anni il diritto ad una pensione di circa mille euro. Chi sarà eletto anche per un secondo mandato, con 10 anni di contributi, potrà iniziare a percepire l’assegno previdenziale addirittura a 60 anni. Mentre, a partire dal 2018, l’età minima richiesta ai comuni cittadini per andare in pensione salirà a 66 anni e 7 mesi.

Per modificare il trattamento previdenziale degli ex parlamentari e rimuovere questo scandalo, non servono né leggi né complesse riforme costituzionali. BastEREBBE un semplice cambiamento ai regolamenti interni sui vitalizi varati dagli Uffici di presidenza di Camera e Senato. Questo è già successo nel 2015 con una delibera approvata da Camera e Senato.

Chiediamo a tutti i candidati delle elezioni che avverranno in Italia il prossimo 4 marzo, Chiariteci la vostra posizione e quale sarà il vostro impegno in merito, una volta che salirete al Governo.
NON SONO FORSE UGUALI TUTTI I CITTADINI ?

QUALI DIRITTI POSSONO AVERE IN PIU’, DEI CITTADINI CHE RAPPRESENTANO ALTRI ALL’INTERNO DI UNA COMUNITA’ ?

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