Come si vive in Svizzera? NOI VOGLIAMO CREARE UN SISTEMA SVIZZERO IN ITALIA; LA SECONDA REPUBBLICA HA GIA’ DIMOSTRATO CHE NON SERVE CONTINUARE COSì , ORA BASTA

UNA PRIMA TESTIMONIANZA ARRIVATA AL NOSTRO SITO, GRAZIE !

Come si vive in Svizzera?

Bella domanda, ci sarebbe da scrivere un romanzo, ma ritengo vi interessino le differenze sostanziali con l’Italia, per cui mi limiterò a queste. Trascurando analisi soggettivi, anche perché, aspetti che a me appiano positivi, per altri potrebbero risultare negativi e viceversa. Una premessa: ho 58 anni e sono in Svizzera da 29 (con una breve parentesi USA). Non mi trasferii per motivi economici, ma sentimentali. Mi fidanzai e sposai con una svizzera di origine italiana,e, come spesso succede, questa sognava da tutta la vita di vivere in Italia, ma poi entrò quasi in depressione in quanto, una volta cambiato Paese, gli mancò enormemente la Svizzera. Io possedevo già allora un permesso di residenza a Berna, ma pur adorando quella città, la mancanza di conoscenza della lingua avrebbe influito troppo negativamente al mio iter professionale, per cui ci trasferimmo a Lugano. Un’altra premessa doverosa: il Canton Ticino, a livello economico, sta al resto della Svizzera come la Calabria rispetto al Nord Italia. Comunque (erano altri tempi), pur non conoscendo nessuno e andando un po’ all’avventura, in un solo giorno trovai lavoro e casa in affitto. E qui entra la prima particolarità: in Italia ogni accordo economico riguarda l’entità dello stipendio netto. Qui non si menziona mai, ma si discute esclusivamente sul lordo. Perchè questo? Le imposte non sono trattenute dal datore di lavoro, ma pagate autonomamente dal singolo cittadino (escluso per i lavoratori che risiedono all’estero, o per chi ha solo un permesso provvisorio). Per cui chi ha una qualsiasi fonte di reddito compila la propria dichiarazione annuale. Alle entrate vanno dedotte le spese occorrenti per svolgere la propria attività lavorativa: spese di viaggio, vitto e alloggio fuori dal proprio domicilio, spese professionali, tipo abbigliamento di lavoro, PC, corsi di formazione o altro… Queste deduzioni, escluso le spese di trasporto, hanno dei massimali che praticamente rappresentano dei forfait… Solo nel caso tu superi questi massimali devi portare dei giustificativi ed eventuali fatture pagate. Altre deduzioni possono essere premi per vari tipi di assicurazioni, spese sanitarie non comprese nell’assicurazione, etc. La compilazione della dichiarazione non è complicata, ci si affida a uno specialista solo in casi specifici, la mia ad esempio è molto semplice, avendo come entrate solo lo stipendio, e con l’esperienza e i moduli via Internet non impiego mai più di 15 minuti all’anno. Una volta spedita questa all’Ufficio di tassazione competente, si ha una risposta di conferma, solitamente entro 60 giorni. Nel caso non si fosse d’accordo su eventuali correzioni si ha diritto a un incontro diretto nei loro uffici, dove si possono avanzare le proprie ragioni e portare ulteriori giustificativi. Solo nel caso che non si arrivi a un accordo anche in questo frangente si inizia ad intraprendere via legali. Le imposte poi sono divise in 3, e vengono pagate ognuna in modo separato. Ed esistono: 1) Le imposte Federali, sono quella che vanno direttamente alla Federazione (da noi: Stato centrale). Hanno un’aliquota fissa per tutta la Svizzera, ma molto bassa per tutti i redditi medio e medio bassi. Io dispongo di un reddito che, per un dipendente di questo Cantone, viene considerato medio alto, e la percentuale da me versata alla Federazione rappresenta meno del 10% del totale delle tasse da me pagate. 2) Le imposte cantonali (il cantone va paragonato, con le dovute proporzioni, alle nostre Regioni). Sono gli uffici cantonali che decidono il tuo reddito imponibile, una volta fissato viene trasmesso alla Federazione e al tuo comune di residenza. Le imposte cantonali hanno aliquote che variano da Cantone a Cantone. Ve ne sono quindi di più favorevoli (chi applica le aliquote più basse è il cantone ZUG). 3) Le imposte comunali. Il comune applica una percentuale da riscuotere su quello che si paga al Cantone. Ogni comune decide questa in completa autonomia. Mi risulta (non son sicuro) che il massimale sia il 100%, ma credo che la media in Ticino sia circa l’85%. La percentuale dipende da molte cose, e non da quello che salta in mente e chi deve decidere. Spesso hanno aliquote alte comuni di montagna, o con molti edifici di tipo popolare, in quanto i redditi medi spesso bassi. In una zona prestigiosa o residenziale,disponendo di cittadini con reddito mediamente alto, le aliquote si abbassano (comunque a livello pratico ciò viene compensato con i prezzi per le abitazioni). Poi ci sono casi limite, tipo il Comune che sta di fronte a me, ed avendo lì sede una nota casa farmaceutica (la Zambon), questa paga gran parte delle tasse per tutti… Interesse poi dei comuni definiti “ricchi” e di non aumentare in modo esagerato le entrate, in quanto poi esiste una legge di “Compensazione”, per cui i Comuni più ricchi versano una quota delle loro imposte ai Comuni più “poveri”. In conclusione, analizzando la mia situazione che rappresenta una delle più sfavorevoli, essendo persona sola, senza persone a carico, in un cantone con aliquote alte, e in comune con aliquote medio alte, la percentuale di imposte che pago sul mio reddito netto è di circa il 12% complessivo. Dimenticavo delle particolarità importanti: a meno che non si scelga la separazione dei beni, si fa una dichiarazione unica per ogni coppia di coniugi o di conviventi di fatto. Esiste anche una tassa sul patrimonio, basata sul parco auto, case di proprietà, beni di lusso, opere d’arte etc… Non mi ha mai riguardato in quanto si inizia a pagare da un patrimonio di (vado a memoria) di circa 200mila euro in su… Parlando di comuni parlo un po’ dell’andamento politico. All’inizio fui sorpreso dalla quantità dei comuni presenti in questa regione. In pratica sono quelli che in Italia vengono definiti “rioni”, e, a parte i centri maggiori, sono pochi quelli che arrivano a 3000 abitanti. Anche se ultimamente, per ottimizzare le spese e i servizi, alcuni si stanno aggregando tra loro, soprattutto nelle cinture urbane intorno alle città. Viene eletto un sindaco, con un governo di “Municipali” (da noi sarebbero definiti assessori) che va da 3 a 7. Ogni municipale si occupa di un determinato settore, e si cerca di rappresentare ogni partito politico (la chiamano “formula magica”, e viene applicata ad ogni livello politico. Da noi si chiamerebbe “inciucio”). Alcune decisioni poi passano al vaglio, e devono avere la conferma, del Consiglio Comunale, tipo approvazione del bilancio, dei finanziamenti per opere pubbliche, etc). Questo viene convocato a scadenze fisse, o in casi di necessità… E non so se sia regola generale. ma ho sentito parlare di un gettone di presenza dal valore di circa 40 euro. Tenendo conto poi delle dimensioni medie dei comuni, è facile capire quanto l’attività politica sia molto presente tra i cittadini. Ho potuto notare, soprattutto per chi ha ruoli importanti, e tra chi risiede a lungo nello stesso comune, che l’impegno politico sia inteso come:”impegno doveroso” e non come: “vado in politica perché mi piace…e se mi va bene mi dà anche da vivere” Esiste, al livello superiore, il Consiglio di Stato, che governa il Cantone. È forse l’organo politico a cui la popolazione dà maggior importanza. In Ticino è formato da 6 membri, anche qui rappresentate tutte le forze politiche, con i vari dicasteri suddivisi tra di loro. E poi per ultimo il Consiglio Federale etc etc, che ha sede a Berna. Tralascio il tutto dicendo solo una cosa: la Svizzera ha un record mondiale, in quanto si è calcolato che la metà dei suoi cittadini non conosce il nome del Presidente della Federazione. Una cosa che va detta è la notevole differenza con l’Italia per quanto riguarda l’assistenza sanitaria. Qui non esiste una “mutua”, ma l’obbligo di un’assicurazione privata, che in certi casi può essere molto cara, o esigere delle franchigie elevate. Lo svantaggio sta nel fatto che, a parte il premio dell’assicurazione, hai delle spese dirette (esclusi gli infortuni, in cui sei totalmente coperto). Il vantaggio è che, anche se poi non è che ti curano meglio di come ti curano in Italia, sei in una situazione simile di chi in Italia sceglie le visite private. Il medico di famiglia è ovviamente consigliato, ma non obbligatorio. E puoi scegliere ed andare dove vuoi, anche, di tua spontanea volontà, richiedere una visita specialistica. Tra l’altro,notare la differenza, ho avuto una relazione con un’infermiera diplomata, e quando le ho raccontato che negli ospedali italiani è d’uso assumere badanti, o assistere direttamente i propri parenti ricoverati, è convinta che la prenda in giro anche adesso, perchè in Svizzera una cosa del genere risulterebbe inconcepibile… Del resto ci sarebbe molto da parlare, tipo organizzazione del lavoro, rapporto con l’immigrazione (ma qui in Svizzera, iniziando questa più di 50 anni fa, siamo alla fase 2.0, se non a quella 3.0), modo in cui considerano l’Italia all’estero,e mi sono dimenticato di citare i tanti referendum (circa una decina ogni anno). E non sono tutte rose e fiori, la competitività nel mondo del lavoro è spesso estrema, anche se almeno, rispetto a noi, conta molto di più la meritocrazia. Ma faccio presente un’ultima cosa: pochi sanno che la Svizzera, seppur molto piccola è forse l’unico Paese al mondo, di sicuro l’unico in Europa, dove coesistono 4 etnie diverse. Con lingue, abitudini, e mentalità spesso molto diverse. In linea generale rispetto all’Italia c’è una differenza che mi rende contento di essere qui: in caso di estrema necessità, non hai bisogno di “conoscere qualcuno” o di battere i pugni sul tavolo, in quanto i tuoi diritti non sono solo teorici ma facilmente raggiungibili. Alla prossima.

2 risposte a “Come si vive in Svizzera? NOI VOGLIAMO CREARE UN SISTEMA SVIZZERO IN ITALIA; LA SECONDA REPUBBLICA HA GIA’ DIMOSTRATO CHE NON SERVE CONTINUARE COSì , ORA BASTA”

  1. Grazie della testimonianza…spero che un giorno potremo arrivare a questo…grazie confederazione italiana!

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