FEDERALISMO: Modello concertativo e modello competitivo (2a parte) di L.R.(+1)

FEDERALISMO: Modello concertativo e modello competitivo

Dopo aver analizzato nello scorso articolo alcuni aspetti generali del Federalismo eravamo giunti a determinare  le differenze più marcate che erano  nella struttura fiscale e nelle strutture di gestione cooperativa orizzontale del potere, queste ultime quasi del tutto sconosciute nei Paesi centralizzati.

Su questi due aspetti possiamo individuare due modelli chiamati uno modello competitivo e l’altro modello concertativo che ora esamineremo.

Modello concertativo

Nel modello concertativo si ha il massimo di cooperazione orizzontale tra i governi locali. E’ un modello che parte dalla necessità di ottenere la massima concordia operativa tra tutti gli stati membri su tutti i temi, anche economici. Concordia che è fortemente strutturata e normata e quindi con un certo livello di rigidità. A questo modello si associa un sistema fiscale in cui, oltre ad una certa quota di finanza locale, si affianca il meccanismo di una cospicua distribuzione di finanza centrale, tramite una chiave di riparto decisa, meglio dire concertata, centralmente. Questo permette di ottenere, ad esempio, la parità salariale su tutto il territorio per i dipendenti pubblici. Questo modello è a grandi linee assimilabile a quanto avviene in Germania,

Modello competitivo

Nel modello competitivo invece la cooperazione avviene solo su certi temi e su altri c’è libertà di competizione. In questo modello la camera degli Stati non è espressione dei governi ma del popolo, su base paritetica per Stato. Ad esempio due rappresentanti per Stato, come un USA e Svizzera. Non esiste una regola per definire a priori su quali temi sia meglio cooperare e su quali la competizione porti a risultati migliori ma sta di fatto che si assiste ad una sostanziale competizione in economia (e quindi anche fiscale) e ad una sostanziale cooperazione in tutti gli altri temi.

Al modello competitivo si associa un sistema fiscale che è a finanze essenzialmente separate. Ogni sovranità tende ad essere totalmente autonoma nel prelievo e quindi nel pareggio entrate/uscite per le spese di sua competenza. La politica economica è fatta dallo Stato membro in massima autonomia e lo stesso vale per la politica fiscale, il che implica un certo rischio di competizione scorretta. Imposte, prezzi e salari, anche i salari pubblici, sono diversi di luogo in luogo. Il livellamento orizzontale è fatto da piccoli sistemi perequativi (come in Svizzera) ma principalmente dalla azione federale, uguale per tutti. Ad esempio viene fatta tramite il sistema di welfare state, che di fatto ha un notevole effetto di ridistribuzione della ricchezza. E’ quindi un’azione principalmente verticale.

Esiste una via di mezzo?

Tra quello concertativo e quello competitivo, vi sono varie interpretazioni intermedie, come quello svizzero che pur essendo dal punto di vista economico e fiscale sostanzialmente competitivo, ha alcuni aspetti di concertazione orizzontale strutturata, tramite riunioni periodiche dei ministri locali che procedono per decisioni unanimi di tipo concertativo.

 

Dopo questa panoramica  in cui possiamo già scorgere la netta superiorità dell’organizzazione  federale nei confronti di quella centralistica, cercheremo di capire cosa si possa ipotizzare per una futura Italia Federale. Ma questo in un prossimo articolo…(segue)

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